"Golconda", René Magritte (Sfondo); "The son of man", René Magritte (Sinistra)

martedì 7 ottobre 2008

Don Chisciotte sulla POLITICA ESTERA.

Ed eccovi un'articolo di politica estera fresco fresco per voi.  

A scriverlo un Anonimo che vuole rimanere tale.

Commentate e dite che ne pensate, se vi interessa un pò di politica estera non è detto che sia l'ultimo del misterioso "Don Chisciotte" .


Salve a tutti,

Il 7 ottobre del 2006 veniva assassinata a Mosca Anna Stepanovna Politkovskaja, giornalista  della Novaja Gazeta, impegnata nel porre a conoscenza la reale situazione della Russia Post-comunista e soprattutto le reali situazioni create dalla classe politica in tutto il paese: mi riferisco in particolare  alla Cecenia.

Tutti ricorderete  l’attacco terroristico ad una scuola della città osseta di Beslan  da parte di separatisti Ceceni. Aveva deciso di andare a Beslan per svolgere il suo lavoro di reporter. Durante il volo viene colpita da un malore che costringe l’aereo a tornare indietro. Nelle analisi svolte in seguito verrà riscontrato nel suo corpo una sostanza velenosa verosimilmente contenuta nel thè che aveva bevuto durante il volo.

 Mi sono chiesto il perché di questo avvelenamento e mi sono chiesto anche perché avrebbero dovuto fermare una giornalista  che andava a riferire ciò che stava succedendo in Ossezia, d’altronde non era l’unica  presente  per raccontare gli accadimenti.

 La Politkovskaja, da anni impegnata  a raccontare ciò che accadeva in quelle terre martoriate della Cecenia e con contatti molto importanti nello establishment   tra cui il suo leader  Chamil Basaiev, era in una posizione scomoda  per il governo Russo in quanto già dall’inizio del sequestro le autorità federali avevano deciso l’intervento duro da adottare contro questi separatisti e quindi l’intervento armato e un bitz.

Capite bene che in un contesto cosi chiaro, da parte delle Autorità Russe non c’era la ben che minima volontà ne interesse che una giornalista tra l’altro indipendente come la Politkovskaja, arrivasse Beslan e si mettesse a fare da mediatore tra le parti in causa. Le decisioni erano già state prese ore prima che la strage fosse portata a termine. La lezione che la Russia voleva dare al mondo ai separatisti ceceni doveva essere esemplare e niente e nessuno poteva  fermarla a costo di qualsiasi perdita.

 Risultato: 186 BAMBINI MORTI –  PIU’ DI  700 FERITI

Si poteva fermare questa carneficina? 

SI SAREBBE DOVUTO TENTARE CON L’AIUTO DI ANNA STEPANOVNA POLITKOVSKAJA SE NECESSARIO

 Vi saluto con uno stralcio scritto di suo pugno su come era costretta a lavorare (per me illuminante):

 « Sono una reietta. È questo il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e della pubblicazione all'estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto ceceno. A Mosca non mi invitano alle conferenze stampa né alle iniziative in cui è prevista la partecipazione di funzionari del Cremlino: gli organizzatori non vogliono essere sospettati di avere delle simpatie per me.
Eppure tutti i più alti funzionari accettano d'incontrarmi quando sto scrivendo un articolo o sto conducendo un'indagine. Ma lo fanno di nascosto, in posti dove non possono essere visti, all'aria aperta, in piazza o in luoghi segreti che raggiungiamo seguendo strade diverse, quasi fossimo delle spie.
Sono felici di parlare con me. Mi danno informazioni, chiedono il mio parere e mi raccontano cosa succede ai vertici. Ma sempre in segreto. È una situazione a cui non ti abitui, ma impari a conviverci. 
»


Alla prossima                                                                  

                                                                                                     don Chisciotte

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