"Golconda", René Magritte (Sfondo); "The son of man", René Magritte (Sinistra)

venerdì 27 febbraio 2009

Alcune Domande..

Riflettendo su questa scelta di rigettarsi a capofitto nel nucleare,
mi interrogavo sulla legittimità e sull'efficacia di una scelta del genere a lungo termine.


Anzitutto pensavo a chi o cosa potesse avere il potere di decidere quando l'efficacia di un referendum venisse meno.
Non mi pare di aver mai visto da nessuna parte la presenza di una data di scadenza sotto alla casellina in cui si apporta la 'x' per il voto. Pensavo dunque che forse sarebbe stato più elegante, nonchè più democratico, tornare a chiedere agli italiani che cosa ne pensano. Tutto sommato il referendum è stato fatto solamente 22 anni fa, e buttare via una scelta popolare così sentita all'"epoca" (le virgolette son dovute.. parlare di "epoca" riferendosi a 22 anni fa fa ridere) mi sembra una assoluta mancanza di rispetto non solamente nei confronti di chi quell'8 novembre espresse il suo voto ma principalmente nei confronti di tutta una struttura democratica oggi continuamente brutalizzata e maltrattata.

Mi domandavo poi quale fosse il vantaggio di puntare sul nucleare oggi, in Italia.
Dico "oggi" perchè "oggi" siamo assolutamente in controtendenza con l'America e gli altri paesi europei, che stanno puntando sul rinnovabile (Obama nel piano economico ha proprio inserito forti stanziamenti per lo sviluppo del rinnovabile), e sicuramente usciranno dalla crisi con impianti energetici all'avanguardia, autonomi ed efficienti. Se c'è una cosa di positivo nella crisi è che si può sperare di uscirne con una marcia in più, magari con l'autosufficienza energetica data da energia pulita autoprodotta. Il nucleare neanche soddisferebbe un terzo della richiesta energetica italiana.

Vogliamo poi parlare degli investimenti? Astronomici (oltre 20 miliardi di euro, la maggior parte provenienti da fondi pubblici).
Vogliamo parlare delle scorie e dello smaltimento? Pensiamo a quanto la mafia in Italia riesce a guadagnare con la spazzatura normale ed agli enormi interessi che avrebbe nella gestione di un "certo tipo di spazzatura". Pensiamo poi ai rischi per la salute del cittadino che ne conseguirebbero.
Vogliamo parlare di quando potremo usufruirne? Tra una quindicina di anni se va bene, quando ormai la tecnologia che stiamo andando a costruire sarà obsoleta, mentre la tecnologia del solare o dell'eolico sarà più redditizia, economica e pulita.
Poi riflettevo sugli interessi, sulla Enel e sull'Edf, che sembra si sobbarcheranno l'incarico della costruzione degli impianti.

Quindi pensavo alla democrazia ed al suo funzionamento. Al fatto che abbiamo un Parlamento ed un Senato, ed un Presidente del Consiglio che sembra essere un re.
Quando, infatti, Berlusconi siglava l'ormai famosissimo accordo con Sarkozy sul nucleare, la "Camera dei Deputati votava una mozione sulla sostenibilità ambientalle, frutto di un'intesa tra tutti i gruppi parlamentari che non faceva alcun accenno al nucleare e bocciava, sullo stesso tema, una mozione dell'Udc che conteneva l'impegno a ripercorrere la strada del nucleare". (tratto da un articolo di Elisabetta Zamparutti, deputata radicale, ndr)
La Zamparutti continua, dicendo "C'è da chiedersi che valenza possa avere una mozione parlamentare nei confronti di un Governo e di un suo presidente che firma accordi sul nuclere senza che vi sia neppure l'approvazione, in attesa del voto del Senato, del quadro normativo di riferimento".

Me lo chiedo anch'io. Diciamocelo senza paura allora: che motivo c'è di credere nel teatrino della nostra repubblica, di credere nel Senato e nella Camera, nella nostra Costituzione ritenuta una delle migliori al mondo, nelle nostre leggi articolate e ragionate ed in tutto ciò che c'è intorno all'unico vero attore di questa pagliacciata?
Siamo in tempo di crisi, no?
Allora io propongo una cosa, non continuiamo a prenderci in giro, risparmiamo sugli stipendi di deputati, senatori, magistrati, giudici. Mandiamoli tutti a casa. Compriamo un bello scettro e facciamo che sia Lui a governarci.
Attenzione, non dico mica di cambiare le cose in fondo, dico solo smettiamola di prenderci per il culo.

Mauro

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