"Golconda", René Magritte (Sfondo); "The son of man", René Magritte (Sinistra)

sabato 11 settembre 2010

Gina!

Gina (la pronuncia è "Ghina") è una ragazza norvegese che ho conosciuto una sera per caso.
Ero con degli altri italiani davanti al "Bunnpris", il supermercato che sta proprio nel quartiere del mio studentato.
Gina ci ha sentito parlare italiano e si è avvicinata: "Siete Italiani?"
E così ci spiega che ha passato un anno in Italia appena finita la sua scuola superiore vicino ad Oslo: è molto comune per i norvegesi prendersi un anno sabbatico finita la High School e semplicemente viaggiare, coi soldi che hanno accumulato lavorando.
E' infatti anche molto comune mirare ad avere una certa indipendenza economica e lasciare la casa dei propri genitori molto giovani.


me e Gina!

Vorrei però farvi leggere una sorta di piccolo "tema" scritto da Gina nell'anno in cui è venuta in Italia: mentre lavorava come cameriera a Salerno frequentava una scuola di Italiano che ovviamente le dava dei compiti a casa.
Gina parla delle differenze fra il nostro e il suo paese, soprattutto riguardo all'ottenimento di una indipendenza che, mentre per noi non è una priorità, è cosa molto comune per i giovani ragazzi Norvegesi.
Soltanto un appunto: quanti di voi sarebbero partiti verso un paese estero nel quale pochissima gente parla inglese (e veramente poca in modo fluente), senza conoscere la lingua del paese di destinazione alla ricerca di un lavoro per mantenersi per un anno?
Questa è una delle grosse differenze di mentalità che ho trovato tra i ragazzi norvegesi ed italiani.

Lascio la lettera con i suoi (pochi) errori d'ortografia perché trovo che sia scritta in un ottimo italiano se pensate che è stata redatta dopo solo 5 mesi di permanenza nel nostro bel Paese (notate che le 'h' nei verbi sono messe al posto giusto.. su Facebook vedo in continuazione italiani che le mettono più o meno a caso.. :) )

L'ho trovata un'analisi veramente molto divertente e ve la propongo perché ne sono rimasto colpito: quello che per noi è così comune è in realtà un paradosso per chi ci guarda dall'esterno.

Certo ci sarebbero molti discorsi da fare, come il fatto che in Italia è decisamente più difficile per un ragazzo mantenersi gli studi, un'appartamento e contemporaneamente riuscire a studiare.
Qui l'università è gratuita, i libri di testo anche, e tutti hanno una sovvenzione mensile abbastanza importante dall'università.
Incredibile per noi Italiani, dove ad ogni domanda attinente la sfera economica siamo sempre costretti a rispondere "non ci sono soldi..".
Ok, vi lascio alla lettura e sarei contento se commentaste per dire come la pensate a riguardo!


Gli italiani, non ci sono parole!

Secondo me gli italiani in generale sono troppo dipendente dei genitori. E ovvio che questi che vivano a casa dei genitori chiedono alle mamme come fare le cose, ma anche questi che vivano da soli, hanno un apartamento, un lavoro e dicono che stanno bene così, chiamano alle mamme per chiedere come si fa la frittata. Io invece ho un amico molto caro che sta sempre 10-15 metri da me, e ha sempre una risposta coretta per tutte le cose che potrei chiedere, si chiama google.com. Perchè, e fate attenzione italiani, anche la mamma italiana può sbagliare!

Per voi, può sembrare che noi norvegesi, o scandinavi in generale, sono molto freddi. Che non abbiamo un (caro/stretto/vicino?) raporto con i vostri genitori, ma questo non è la verità. Noi siamo soltanto un pò più razionali, non ce sempre bisogna di parlare con i genitori. Per esempio la mamma italiana chiama ogni giorno per sapere che cosa il figlio ha mangiato, e il figlio risponde con tutti i detagli per il primo, secondo, i dolci e la bevanda. La mamma norvegese chiama forse una volta alla settimana per sapere come vanno le cose personale, con lavoro e se lui è felice. Alla domanda: “Che cosa hai mangiato”, un norvegese risponde“ La cena! Scusa mi, ma che altro a quest’ora?!?” A me sembra che quasi tutti le telefonate fatte tra la mamma e il figlio riguarde il mangiare. Una volta ho visto un post su facebook dove era scritta; “Mia madre non si preoccupa se io fumo, rubo, bevo o mi drogo, la sua preoccupazione è se ho mangiato!”

In italian ci sono i ragazzi e le ragazze che vivono a casa dei genitori anche a una età di 40-50 anni. Per me questo è veramente una cosa stanissima! In norvegia se io incontrerò un ragazzo a 24-25 anni che viva a casa dei genitori, mi scapperei. Un ragazzo così pochi indipendente non lo volgio! Invece in Italia, non vivere a casa dei genitori a 24-25 anni è raro. Ma come fanno a vivere con mamma e papà fino al 50 anni? Io sono andata in Italia a 18 anni, senza conoscere nessuno, per vivere da sola. Infatti, tre giorni dopo che sono andata via, mia sorella ha ereditato la mia stanza. Certamente c’è sempre un letto per me, ma una stanza mia non esiste più; sono andata via no! E non volgio neanche ritornare a vivere con loro, infatto non lo so se la potrei fare. Sono stata in Norvegia una fine settimana per una festa della mia sorella, e dopo 2-3 giorni stavo impazzenda. Gina, fai questo, Gina fai questa, prendi Andrea da una amica, vai a comprare queste! No, ora sono dipendente della mia libertà.

Un mammone secondo www.dizionari.corriere.it è un bambino o adulto che è eccessivamente attaccato alla madre. Su google ho trovato circa 158.000 risultati sulla parola mammone. In norvegese invece, la parola non esiste. Che una persona è un mammone, non è necessario sultato colpa sua, anche la mamma deve prendere qualche responsabilità. Se la madre faccia tutto per suo bambino, o figlio adulto, come fanno a vivere da solo? Non sanno neanche come fare la pasta! E ancora più importante; come fanno a trovare una donna!?! Ma se uno di questi mammoni riesca a trovare una donna, come fa questa donna a vivere con lui? Vedi qua, su www.forum.alfemminile.com ho trovato qualche articoli, per esempio; “Aiutatemi x favore: marito mammone”, ”Marito mammone!”, ”Problema...ragazzo mammone...cosa fare?” “ "mammone"... c'è un antidoto?”, ”Fidanzato mammone help me!!!!!!!!!”, ecc, ecc… Due o tre settimane fa, mentre stavo in un bar un uomo a 30-32 anni mi ha chiesto se non volevo venire con lui. Ho detto no, perchè non ero interessata, e lui mi ha risposto: “Ma, dai..ho una casa grande, ci sono solo io perchè mia mamma sta a Roma!” Subito ho cominciato a ridere, veramente, questa è una cosa che dicevo io quando avevo 16 anni per invitare le persone a una festa a casa mia senza che i miei genitori potevano sapere niente.

Ma per concludere, noi donne, non potevamo stare senza i ragazzi, mammone o no...eh, aspetta..infatti si, perchè ora abbiamo anche la riproduzione assistita, parlare di essere indipendente!


Gina sei una grandeeee!!


mauro.




12 commenti:

Raff ha detto...

Complimenti a Gina! Purtroppo mi rivedo e rivedo i miei genitori nelle sue descrizioni...ho visssuto da sola ma non completamente indipendente. Mi ricorderò del suo tema se mai avrò dei figli!

J.D. Mauro ha detto...

La cosa brutta di Facebook è che tutti commentano lì e non ti cagano il blog manco di striscio o, traducendo in inglese "they don't care" manco di striscio.
Quindi ecco un elenco veloce di commenti:

Aleksandr -> Ciao Mauro! Molto divertente :))))))

Luigi -> vai Gina!

Anna -> è tosta questa!!!

Raffaella -> Gina è una grande!!...allora non sono solo i miei che mi chiamavano tutte le sere e la domanda che non mancava mai era "cosa hai mangiato?"...e complimenti per l'italiano di Gina...qui candidati magistrati scrivono "un'altro" e neo diplomati non sanno quando è vissuto Dante, sob!

Abramo -> sempre un piacere leggere le tue news norvegesi...

Luca Lighieri ha detto...

Si è vero. Si verifica molto spesso questi casi di mammoneria . Però se permetti anche vero che stiamo parlando di un paese dove hanno veramente un alto redditto. E parliamoci chiaro.. non è che loro siano più bravi di noi a gestire queste cose. Loro hanno il petrolio.. e ne hanno a pacchi! Facile parlare quando hai alle spalle un paese con il portafogli pieno. Io vivo fuori casa, studio e ogni tanto trovo qualche lavoretto. Ma i soldi che ottengo da quei lavoretti posso comprarmici qualcosa.. ma di certo non riesco a mantenermi.
Quindi non è solo una questione di troppo attaccamento alla casa.
Sono due realta troppo diverse per poterle paragonare.
Luca.

J.D. Mauro ha detto...

Grazie Luca per il commento.
In ogni caso il mio era un modo per lanciare uno spunto di riflessione che sicuramente nasconde dietro di se' ragionamenti sicuramente più complessi come d'altra parte cerco di far capire quando dico "Certo ci sarebbero molti discorsi da fare, come il fatto che in Italia è decisamente più difficile per un ragazzo mantenersi gli studi, un'appartamento e contemporaneamente riuscire a studiare."
Le nostre società sono molto diverse ma secondo me è molto bello semplicemente conoscere il punto di vista di qualcuno che entra in un ambiente che non è il suo, lo guarda, e ne trova differenze e le commenta. La situazione italiana è molto diversa e più difficile per alcuni punti di vista.
Non possiamo però nascondere almeno un paio d'aspetti:
1) c'è comunque chi marcia alle spalle della propria famiglia e magari sosta all'università fino a 40 anni solo perché può permetterselo (cosa che qui non esiste);
2) la società è fatta di persone e se qui sono economicamente e socialmente più forti non è certo per qualche regola divina ma perché son riusciti a costruire qualcosa di migliore. Dovremmo dunque chiederci se non ci sia qualcosa che dovremmo migliorare in ognuno di noi, al fine di ottenere una società più equa e che dia più possibilità. Ti faccio un esempio chiaro: qui ho sempre la carta per stampare, dalla mattina alla sera mentre all'UNIVPM se non arrivi alle 8 di mattina non stampi. Inoltre all'univpm serve un tizio che sorvegli che la gente si comporti bene, qui non ne hanno la necessità. C'è una sala per le stampanti e c'è una montagna di carta accatastate contro il muro. Se finisce semplicemente lo studente la prende e riempie le macchine. In Italia sarebbe possibile? No perché nel giro di qualche ora quella carta se la fregherebbe qualcuno.
Qui la ricchezza non è solo merito del petrolio, ma anche di una più corretta gestione della cosa pubblica, che parte dalla consapevolezza che ognuno di noi è parte di un sistema e che non sempre se "freghi più degli altri stai meglio".
Dovremmo imparare molto sotto questo punto di vista.

Mauro.

gio ha detto...

Che l'Italia sia un popolo di mammoni è risaputo ma vorrei attirare l'attenzione su un punto secondo me fondamentali: il problema della casa.

Non so in Norvegia (dove evidentemente non ci sono problemi di spazio) ma l'Italia è una nazione a dir poco affollata (basti dire che è la nazione con più ascensori al mondo) e con affitti a volte insostenibili anche per chi lavora (figuriamoci per uno studente).

Dico questo perchè, secondo me, non bisogna confondere l'autonomia con il fatto che si viva ancora nella casa dei genitori; si può tranquillamente essere indipendente e condividere il tetto con i propri cari risparmiando su affitto, bollette, OSPIZI e asili (in caso di famiglie con prole).

Concludendo ammiro molto Gina per il suo coraggio (che io non ho) di partire per un paese completamente sconosciuto e di mantenersi da sola, però come è già stato giustamente sottolineato, la situazione è leggermente più complessa di come può sembrare a primo impatto alla diciottenne Gina.

Giorgio

Anonimo ha detto...

come va gina! grande... :D

Gina ha detto...

Grazie x i commenti! Avete tutti ragione! Però vorrei dire ke è tutto scritto cn molto ironia! E ovvio ke la situazione e molto + complesso, e ci sta anke una grande differenza tra il nord e il sud!

E poi, Luca Lighieri, e vero ke noi abbiamo il petrolio, ke aiuta un sacco! Noi viviamo "meglio" nella situazione economica, guadagniamo molto di + ke in italia (anke se tutto, l'affitto, vestiti, cibo, costa motlo di +!! X esempio, in norvegia lavorando in un resturante si paga vs 15 euro all'ore. A salerno, dove abitavo io, prendevo 30 euro alla sera! Infatti è x qst fatto ke sono riuscita a farmi qst esperienza. Lavoravo 4 mesi in norvegia prima di partire (proprio il giorno e la notte), e x qst soldi potevo vivere piu o meno 8 mesi in Italia.

E un'altra cosa, voi dite ke è quasi impossibile mantenersi da solo mentre studiate. E si, sono d'accordo! Noi abbiamo tutti "una borsa di studio"(forse sbaglio l'espressione, nn mi ricordo), qnd si può vivere da solo senza un lavoro e studiare. Ma è assulutamente il minimo! Dopo aver pagato l'affitto abbiamo solo soldi x comprare il cibo! Quasi 70% degli studenti norvegesi ke vanno all'università hanno un lavoretto. Da 15-16 anni cominciamo ad avere i lavoretti, anke se viviamo a casa. Nn x mantenerci, ma x farci un'esperienza lavoratorio e avere po' di soldi in +, così x andare al cinema o qc :)

Gina

Anonimo ha detto...

E poi, si dice: "Gina e me" ;) Nn hai mai avuto "l'italiano" a scoula? =P Hahaha

J.D. Mauro ha detto...

Quest'ultima non l'ho capita..

Gina ha detto...

Sotto la foto ;) Sarebbe essere "Gina e me" xkè ce l'hai scritto tu ;)

Luca Lighieri ha detto...

Ciao. Ecco.. adesso le cose sono un pò più chiare. Non riuscivo a spiegarmi con facessi a mantenerti in Italia con un semplice lavoro da cameriera. Ora capisco! La cameriera lo facevi li!! Ad ogni modo, non volevo sembrarti critico. Anche perchè penso che tu abbia ragione sulla mammoneria. Io sono andato fuori casa appena ho potuto. Solo che ancora non ho una dipendenza economica e questo mi secca molto. Faccio ingegneria a Roma e di tempo ce ne veramente poco. E i lavoretti non sono sempre ben pagati, come avrai potuto notare. La dipendenza di cui mi vanto è possibile esclusivamente all'apppoggio della mia famiglia. Molto persone in Italia non hanno questa fortuna e sono obbligate a rimanere in famiglia per risparmiare. Volevo mettere in evidenza solo questo.
Un Abbraccio Gina e Mauro. Bel Blog! Potresti mettere qualche altra foto della Norvegia Mauro.

Gina ha detto...

A Luca Lighieri: Facevo anke la cameriera in Italia, ma poco..lavoravo 2-4 volte alla settimana x pagare l'affitto x la mia stanza, e i miei soldi "norvegesi" usavo x fare la spesa, comprare i vestiti + +, e x divertirmi ;)