Trovo incredibile che un politico come Berlusconi nonostante tutto anche solo pensi di ricandidarsi.
Trovo ancora più incredibile che se ne parli, che gli si dia tutto questo spazio, rilanciando uno spot pubblicitario mai terminato dal '94.
Proprio assurdo è il fatto che ci sia qualcuno che pensi che veramente ce la possa fare, riprendendo in mano un paese che ha distrutto a piccoli pezzi per quindici anni e un popolo a cui ha fatto il lavaggio del cervello a suon di Kakà e grande fratello.
Ma tanto inconcepibile quanto sicuro è che prenderà comunque troppi voti (ed io penso che siano troppi anche i soli voti dei suoi parenti), in un paese senza memoria, dove ormai la politica ha sostituito il cabaret, e le promesse che fan più ridere son quelle più gettonate.
Ed in fondo la colpa è di questa società malata, dove si spende la maggior parte del tempo a lamentarsi di qualcosa che non si ha intenzione di cambiare, dove i giovani vivono di rendita sui risparmi dei genitori, non accorgendosi che finiranno presto.
Dove il pessimismo ha preso lo spazio dei sogni, dove ancora sento Fabrizio Corona parlare alla radio, dove crediamo in una Chiesa di cui probabilmente Cristo non avrebbe mai voluto far parte.
Dove, diciamocelo, non guardiamo al di là del nostro orticello: tutto è ammissibile se ci porta guadagno perché "così farebbero tutti gli altri".
Dove critichiamo aspramente le porcate del vicino pensando nel frattempo che in effetti potremo farle anche noi, magari stando più attenti a non farci notare.
Dove il benessere è deciso da un branco di luridi speculatori che scommettono sulle nostre sorti, decidendo, indirettamente, se nel giro di qualche anno avremo o meno abbastanza denaro per sopravvivere. Chiedete ai poveri Greci che ne pensano.
Dove guardiamo gli avvenimenti di Grecia e Spagna, non capendo che quella sarà la nostra fine nel giro di un paio d'anni.
Dove ancora pensiamo di essere il popolo più grandioso del mondo, perché 2000 anni fa abbiamo inventato strade e acquedotti, perché 500 anni fa abbiamo dato i natali a Leonardo da Vinci ed eravamo così bravi, ricchi e belli, dove non capiamo che per fare la storia del nostro futuro dovremmo tornare ad essere grandiosi OGGI, ancora una volta.
Dove guardiamo con indifferenza tutti quanti, il nero perché è negro, l'egocentrico perché è frocio, quella con la minigonna perché è troia, quello col BMW perché è un ricco testa di cazzo, l'operaio perché è uno svogliato che nella vita non ha voluto di più che lavorare le sue otto ore.
Dove se uno nero, quindi negro, quindi pericoloso fa' l'autostop non ci fermiamo perché fa paura, e dentro pensiamo che se avesse avuto due belle tette ci sarebbe stata la fila.
Dove pensiamo che sia meglio far morire di fame i bambini che nascono nelle zone svantaggiate del mondo, perché farli adottare da coppie di froci sarebbe immorale e magari bruceremmo tutti all'inferno.
Dove confondiamo la fottuta fortuna che abbiamo avuto nel nascere in un paese col sole, ricco e con molte opportunità con il diritto divino di pensare che tutto ciò sia solo nostro e che per difenderlo dobbiamo mettere barriere su barriere.
Dove c'è un tizio che si permette di fare un elenco di questo tipo, sapendo benissimo che non ha stilato nient'altro che una sua approssimativa descrizione.
Un tizio che ha odiato il monologo della "25a ora" e ne fa uno simile (pensandoci solo ora),
che pensava di salvare questo mondo e che si trova a galleggiare in una corrente di insicurezze.
Se si candida, io a Berlusconi lo voto.
M.
Nessun commento:
Posta un commento